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Notiziario Sezione di Torino Settembre-Ottobre 1918



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VITA SEZIONALE


   Per la Cappella e rifugio sul Rocciamelone


Mentre questo nomea) del Bollettino viene. distribuito ai. Soci, già trovasi in stampa la circolare che dovrà rendere nota la costituzione dei Comitati d'onore ed esecutivo per la erezione della Cappella e Rifugio ai piedi della nostra Madonna.
La circolare contiene un bellissimo « appello » scritto dal chiarissimo professore Bettazzi, e vi sarà unita una pagella per la raccolta delle offerte.
Circolari e pagelle spediremo a tutti i Soci e ne metteremo a loro disposizione quanti esemplari vorranno richiederci. ?
Una buona e larga distribuzione delle circolari vuol dire una più facile e cospicua raccolta di offerte. Perché sia raggiunto nel miglior modo lo scopo, la Presidenza sarà- grata a quanti fra i Consoci vorranno dare pratici suggeri-menti dei quali si terrà gran conto.
Nel passato numero si accennò ad una Conferenza che il prof. Bettazzi stava preparando a vantaggio della nostra. iniziativa. Le attuali .condizioni sanitarie della città non ci consentono ancora di fissarne la data. Ricordiamo intanto che la Presidenza gradisce l'imprestito di lastre fotografiche riflettenti il Rocciamelone , desiderandosi possedere una raccolta di fotografie con le quali rendere anche più attraente la Conferenza.

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   Un pericolo e un nostro dovere


Se è bene che fin d'ora pensiamo al nostro dopo-guerra turistico, è ugualmente bene che pensiamo seriamente allo svolgimento che in quel periodo che pare ormai prossimo dovremo dare al programma morale che sta a fondamento della nostra associazione.
Nel dopo-guerra la Giovane Montagna, dovrà riprendere quel meraviglioso progressivo sviluppo che caratterizzò i suoi inizi e che subì un inevitabile e non sconfortante rallentamento in questi difficili anni di guerra. Le liste si sono accresciute con un notevole aumento di adesioni al gruppo femminile, ma ciò, se è spiegabile e pur soddisfacente, ben lontano dall'esaurire le esigenze dei nostri scopi e del nostro programma. Soprattutto la Giovane Montagna dovrà, essere alimentata da quelle simpatiche schiere di giovani pieni di entusiasmi, di ardimenti e di generosità che fino ad oggi ci sono state lontane perché chiamate al servizio della santa causa .della Patria in armi. Domani, ritornando vittoriose; non dovranno essere abbandonate da noi, e da loro dovrà venire la nostra forza rinnovata. Li conosciamo questi giovani. Li abbiamo incontrati durante la guerra: abbiamo parlato insieme, ci siamo scambiati programmi e abbiamo formulato speranze. Prima di ritornare alle proprie case dovremo aver rinsaldato le amicizie- e garentito con queste la vitalità dei nostri progetti.

Ma non basta. Ad altre schiere dovremo anche rivolgere le nostre cure. Sono quelle dei giovanissimi che, non giunti a combattere durante la guerra, di questa non hanno potuto avvertire e raccogliere i vantaggi morali individuali e sociali, ma per essa hanno, invece trovata aperta una via purtroppo sovente pericolosa. Noi non li abbiamo raccolti questi novizi delle sane manifestazioni sportive: se da un lato abbiamo visto con piacere chi, loro dedicandosi, li ha tolti alle malattie cittadine per educarli sui monti, abbiamo pure avvertito con dolore come ad essi venisse sottratto l'elemento fondamentale di una vera educazione. Sottratto e non vietato, si potrà dire stando alla lettera e allo spirito ufficiale degli statuti di quelle associazioni turistiche giovanili così fiorenti oggi, ma non osservandone le pratiche manifestazioni di attività. Vediamo in ogni città, in ogni centro, associazioni turistiche giovanili veramente lodevoli in tanti punti del loro programma, diremmo anzi in tutti i punti, ma deficienti in quello ben importante che possiamo chiamare programma educativo. Luminosi esempi, il Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori, le sezioni del Turismo scolastico del Touring, dagli intendimenti e regolamenti tecnicamente. buoni, Ma moralmente insufficienti e nell'insufficienza dannosi. Dannosi, perché astraendo da ogni cura dei principi e dei sentimenti religiosi a cui i giovani nei loro primi anni sono pure stati avviati, e questa astrazione facendo per mantenere quel carattere neutro che la società vuole avere per essere a tutti accessibile, in opposizione a questi sentimenti vengono poi inevitabilmente a schierarsi. Così, p. e., i programmi delle manifestazioni festive non contemplano assolutamente il soddisfacimento dei precetti religiosi, e questo perché, si dice, i giovani devono essere lasciati liberi di agire come meglio credono. Ma intanto l'adunata mattinale precede quasi sempre almeno di mezz'ora la prima messa. I giovani sono soventi posti ad un bivio: o rinunciare alla gita per andare a messa, o rinunciare alla messa per partecipare alla gita. I giovani dovrebbero essere qui guidati dai genitori, ma è doloroso constatarlo molti di questi se ne disinteressano completamente; altri dicono al figlio: oggi va alla gita, a messa ti porteremo domenica ventura. Pochi sono che interessandosi dicono: prima alla messa e poi alla gita; oppure: alla gita no, ma alla messa si. Per i figli di questi come di quegli altri genitori dobbiamo intervenire noi. E' l'eterna questione: il ragionamento fatto e ripetuto tante volte. E il fatto della messa festiva non è che un indice, un esempio, dei vari casi di incompatibilità tra l'educazione reli-giosa che noi si vuole ad ogni costo mantenere, retta e completa, e questa pseudoeducazione all'aria aperta, estranea ed indifferente ad ogni confessione di idee. Pseudo educazione inspirata nei discorsi; negli appelli e negli articoli dei dirigenti ai « concetti sublimi del Bello e del Vero » all'ammirazione delle meraviglie della « Natura » che devono parlare invece di Dio creatore ed ispiratore.
A parte la grossolana ingenuità di voler educare giovani dalle menti sveglie e dalle membra agili con la religione di tali parole (debitamente scritte con ini-ziali maiuscole) spoglie di ogni espressione divina e soprannaturale, c'è la confessione di dover ricorrere ad esse come surrogato di un nome che non vuol essere pronunciato, e di una regola morale alla quale, dopo tutto, è ragio-nevole sottostare. Si -riconosce pure che il salire sui monti nobilita e mette al cospetto di problemi e di verità che elevano su questo povero mondo: le -meraviglie. non possono non colpire l'animo giovanile che ne pretende le legittime spiegazioni: il Bello ed il Vero dovrebbero servire allo scopo. Così si ingannano i giovani. Ai quali si parlerà di « Fede » sfruttando un nome che - non ha poi nulla a vedere con la virtù a cui noi cristiani dobbiamo costante-mente inspirarci. Fede! in -che Non lo sappiamo noi, ma noi vediamo che tutto questo sistema è una turlupinatura della grave responsabilità che incombe su chi si propone e si prepone ad educare la gioventù. Povera gioventù, defraudata del diritto più sacrosanto: la verità. Salgono sui monti, ma l'animo ingenuo ne ritorna insoddisfatto dapprima, poi si fa indifferente. Premi e concorsi, magnificazioni di prodezze e di ardimenti esigono questi educatori a compenso di tali insoddisfazioni giocando sull'inesperta psicologia dei giovani stessi che loro non permette esatte valutazioni.
Gioventù che si perde. Il dovere di salvarla è nostro. Ingenuo sarebbe oggi il pretendere che le stesse già esistenti istituzioni tenessero in conto le convin-zioni religiose degli aderenti. Perché esse sono neutre e il fatto di avere noi cattolici già costituito delle analoghe società in cui il massimo conto è tenuto di ciò che altrove è trascurato, esclude qualsiasi pretesa in quel senso e ci impone di agire con tutte le nostre forze contro il dilagante pericolo. Si è sentito un giorno il bisogno di Costituire la Giovane Montagna per rendere possibile uno svago sano e benefico senza danno o sacrificio della serietà e sincerità delle nostre convinzioni. Oggi è a noi dovere, sacrosanto di permettere ai giovani cristiani di godere di quegli svaghi non meno sani e benefici di cui godono i compagni di scuola e di laboratorio, mantenendo intatto il patrimonio di fede cristiana già loro impartito. Oggi che l'alpinismo modesto e di classe è entrato nella pratica di tutti i giovani, è principalmente compito nostro intervenire ed agire. Le associazioni affini (A.S.C.I., Circoli Giovanili) già fiorenti hanno vasti ed eccellenti programmi in cui però l'alpinismo è tenuto in troppo modesta considerazione né potrebbe essere diversamente. Urge dunque il nostro particolare interessamento affinché non si verifichi che per far dell'alpinismo i nostri giovani col ricorrere, e certo a malincuore, alle istituzioni neutre, abbiano a mancare alle doverose osservanze. E questo succede oggi più di quanto non si creda, e specialmente per certe categorie di giovani, e perciò lo ripetiamo più convinti: il dovere di provvedervi è nostro, essenzialmente nostro!
LA DIREZIONE.

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   Come ci si fa strada


Molti, fra gli amici lontani, pensano che durante la guerra resti assolutamente stazionaria, per non dire del tutto inefficace, l'azione di propaganda della Giovane Montagna.
Sono in errore. Siamo ridotti, è vero, ad un minimum di vita sociale appena sufficiente per dimostrare la nostra ferma volontà di non lasciarci abbattere dal contrasto delle circostanze, causate dalle difficoltà del periodo critico attuale. Doverosamente bisogna anche riconoscere che questo minimum si raggiunge per la tenacia di pochi amici i quali riescono a sacrificarsi e moltiplicarsi pel conseguimento di questo scopo. Ma si può ugualmente constatare che, all'in-fuori di questo sforzo particolare, l'Idea principe da noi voluta affermare nel giusto concetto del cosiddetto Alpinismo Cristiano svolge una salutare opera di penetrazione è si espande più di quanto era permesso e possibile di sta-bilire nei limiti modesti della nostra prima concezione.
Vediamo infatti - oltre le sezioni vere e proprie della Giovane Montagna di cui Pinerolo ci offre un valido ter mine di confronto a moltiplicarsi le associazioni sportive alpinistiche, modellate sul nostro programma.
Taluni considerano quasi un male od una concorrenza dannosa questa fecondità d'iniziativa dello stesso genere, e vorrebbero intromettersi per impedirle od aggiogarle al nostro primo gruppo.
Atri invece, come noi, si compiace di veder più largamente riconosciuta: ed applicata la geniale trovata che ha aperto all'attività dei giovani un vastissimo campo sperimentale, dove le forze più gagliarde dell'adolescenza possono temprarsi ai duri cimenti della scienza della fatica e conseguire, con la sicu-rezza di un perfetto equilibrio fisico, anche il più certo e proficuo equilibrio delle facoltà morali, con indiscutibile vantaggio della virile educazione del cuore e della mente. Trascurando il poco valore di qualche gruppo sorto come l'Edelweiss per spirito di secessione che non ha sortito fortuna per lo stesso difetto d'origine, abbiamo nella nostra stessa città alcuni centri degni di considerazione, sia per il lavoro già compiuto, sia per quello che promettono di saper fare in avvenire. Vogliamo dire l'AGES (1) e l'EVEREST, nonché i vari reparti del corpo dei Giovani Esploratori Cattolici.
Nella loro forma speciale, anzi, questi nuclei vengono a riavvicinarsi al ten-tativo fallito, se non andiamo errati, nel 1911 di innestare lo sport alpini-stico alle Associazioni della Gioventù Cattolica.
Il fallimento di allora fu provvido, perché diede luogo, un anno di poi, al sorgere della G. M. nella stia forma attuale, più consona alle esigenze universali.
Se fu un bene che gli eventi siansi determinati in questo modo è d'altra parte indubitato che le associazioni giovanili cattoliche non potevano sottrarsi - pur avendo da perseguire più validi programmi d'azione sociale e democratica - al fascino di un programma, dirò cosi, corroborante, di rinnovamento estetico, al quale le energie dei giovani di oggi tendono con slancio generoso, per l'intimo bisogno di affermare solennemente e fortemente la propria modernità, perfettamente armonizzata con l'ardore spensierato ed entusiasta della giovi-nezza che sa e deve governarsi nella ferrea disciplina dell'austera morale cat-tolica.
Noi salutiamo quindi con soddisfazione l'affermarsi di questi gruppi che contri-buiscono a consolidare la bontà ed il valore del programma che per primi abbiamo voluto consacrare in forma pratica ed efficace.
E siccome non siamo esclusivisti e tanto meno assertori del monopolio nelle iniziative del bene, noi tendiamo cordialmente la mano a questi nostri amici e li invitiamo ad esserci compagni nel lavoro di perfezionamento che intendiamo di compiere per moltiplicare i frutti del nostro lavoro. Senza che le nostre istituzioni abbiano a confondersi nella pratica esecuzione dei loro programmi sportivi - che hanno esigenze diverse e ragioni di essere a sé, nella varietà della sfera d'azione in cui sono applicati - v'ha un insieme di programma teorico e generale, a valorizzare il quale non saranno mai troppe le forze riunite insieme.
L'Idea nostra tende a divulgare e far valere - in contrapposto alla tendenza paganeggiante della massa indifferente e scettica - l' efficacia pedagogica del principio educativo del cristianesimo che non è punto in contrasto coi postulati della moderna educazione sportiva.
Quanti più saremo a diffondere l'Idea, tanto più rapido e produttivo potrà de-terminarsi il suo cammino.
Oggi abbiamo voluto constatare il valore di un passo, compiuto da più parti, quasi inconsapevolmente. Ad un prossimo studio, che desideriamo iniziare col pronto consenso degli amici, che speriamo fattivo ed incondizionato, vedremo quale sia in pratica la forma più adatta per coordinar gli sforzi e le iniziative di tutti al conseguimento dello scopo comune, senza che venga per nulla me-nomata - lo ripetiamo, a scanso di prevenzioni o malintesi - l'autonomia; o alterata la fisionomia dei singoli gruppi.
S.
(1) Associazione Giovani Escursionisti Salesiani.

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   Per il dopo guerra turistico della "Giovane Montagna"


Quattro mesi or sono, dalle colonne di questo Bollettino rivolgevo ai Soci, principalmente ai combattenti, un invito ad esporre brevi programmi in grandi linee per le manifestazioni turistiche sociali che dovranno segnare la ripresa della nostra piena attività nel dopoguerra. Qualche amico ha risposto suggerendo nomi di seducenti vallate e di attraenti escursioni - altri hanno promesso di pensarci dando assicurazione d'interessamento e di studio. Molti non
si sono fatti vivi. Ne suppongo facilmente, il perché: trovandosi in altre faccende affaccendati hanno letto, forse approvato e poi lasciato a chi può il compito di occuparsene. Ora, io sono convinto che tutti, combattenti o no, col prolungarsi della guerra andiamo sempre maggiormente caldeggiando il desiderio d'un futuro ritorno alle amate divagazioni alpine, non soltanto nel senso di rigustare le gioie di un sano divertimento di cui da tanto tempo fac-ciamo sacrifizio, ma soprattutto per trovare in quelle la totalità di soddisfazioni che il lungo sacrifizio possa in certo qual modo compensare. E poiché sarà probabilmente impossibile organizzare per le prime stagioni del dopoguerra manifestazioni tali da raccogliere la partecipazione generale dei Soci nelle varie categorie in cui ciascuno di essi viene a trovarsi per le proprie occu-pazioni o mansioni, poiché cioè non sarà possibile emanare un solo pro-gramma unicamente turistico e sociale accessibile, contemporaneamente, ai Soci impiegati, studenti, militari, ecc.... è necessario che fin da ora per mezzo di scambi di idee, che i singoli Soci possono procurarsi a mezzo del Bollettino - chi ricorda la proposta Feliciani di un anno fa - e delle corrispondenze colla Sede, si prepari il terreno per tante manifestazioni parziali non meno importanti ed interessanti. Cosi è anche più facile portare il soffio dell'attività nostra in una più estesa palestra di turismo, sia questa modesta peregrina-zione fra amene vallate o slanciata scalata a cime e ghiacciai. Raccogliendo da oggi idee e programmi, non sarà difficile coordinarli e la conoscenza e la corrispondenza con gli organizzatori potranno essere utilmente sfruttate per garentire il successo a tutte le iniziative.

Un amico della prima ora, dopo aver data pratica adesione a quanto avevo espresso, - come vedremo nel prossimo numero - mi propone lo studio di un altro ramo di attività turistica a cui il nostro Sodalizio potrebbe e dovrebbe sagacemente dedicarsi: le segnalazioni sulle strade di montagna. « Se sono tanto abbondanti - egli scrive - sulle grandi vie di comunicazione le indicazioni stradali apposte per cura del TOURING, così scarseggiano, per non dire mancano del tutto, in montagna, e specialmente nelle nostre valli. In più ristretta scala, e prestandoci noi stessi, si potrebbe studiare fin da ora e compiere poi con l'aiuto di altre Società, un sistema di brevissime indicazioni e segni convenzionali da tracciare semplicemente sulle roccie. Ciò avrebbe per scopo di evitare il facile smarrimento delle mulattiere e dei sentieri non ben definiti con il relativo risparmio di tempo nella ricerca degli stessi, e, di più, le eventuali disgrazie in punti pericolosi per i non pratici del luogo ».
Non credo che sia necessario aggiungere commenti per dimostrare l'impor-tanza di una simile proposta, la necessità e la praticità del suo studio e dei suoi fini. Chi di noi non ha al suo passivo alpinistico almeno una escursione disturbata e compromessa, se non addirittura fallita, dalla incertezza della via da percorrere? E d'altra parte quali grandi difficoltà possono incontrarsi in un tanto utile lavoro di segnalazione ?
Come ben dice l'amico, il problema può essere assunto come uno dei primi compiti del riaffermarsi della nostra attività, e va quindi oggi studiato per es-sere allora compiuto. L' accenno ad entrare in collaborazione con altre società è opportunissimo, e questa collaborazione non può che tornar utile ad una rapida soluzione su un vasto terreno.
Per ora, i volenterosi che della compresa importanza faran motivo per un attivo interessamento alla questione espongano anche per essa le proprie idee.
Si prepari il terreno e il materiale per le discussioni - che dovranno essere deliberative - da farsi in Sede, nel prossimo dopo-guerra. E chi vorrà negare il proprio contributo di esperienza e di senno a favorire il soddisfacimento di uno dei più sentiti bisogni dell'alpinista, tanto più pensando che andrà riconosciuto alla Giovane Montagna il merito di aver intrapresa con ardore una cosi importante iniziativa?
Zona di guerra, 15 ottobre 1918.
NATALE REVIGLIO.

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   Ai Soci di buona volontà


Il Bollettino nostro esige la collaborazione di tutti i Soci. In altri tempi bastava che la Direzione avesse annunciato questo invito per trovarsi nell'imbarazzo della scelta.
Ora invece è tutt'altra cosa e quel povero facente funzione da Direttore (sarebbe anche superfluo farlo rimanere modestamente nell'anonimo, poiché tutti sanno chi è) si trova costretto ad un non piccolo sforzo di buona volontà per mettere insieme un po' di testo che sia tale, almeno, da soddisfare le giuste aspettative dei soci lettori: ai quali naturalmente piace un bollettino che non sia esclusivamente cronaca e si presenti in veste geniale ed interessante anche dal lato artistico, letterario, di varietà, ecc., ecc.
Attualmente - ci si potrà obbiettare non c'è poi neanche tanto bisogno di questa collaborazione. Il periodo speciale di guerra deve far sentire la sua ripercussione anche su questa forma speciale di propaganda della nostra As-sociazione. E, d'altra parte, c'è tutto il materiale relativo alla iniziativa della Cappella e Rifugio del Rocciamelone che serve di buon riempitivo. Con ciò i Soci si dispensano dal contribuire a risolvere il problema, rimandandolo al dopo-guerra.
O perché non vorremmo invece contribuire a rendere sempre più attraente il nostro Bollettino?
Non parliamo di fare affidamento sui Soci militari. Molti di essi non potrebbero; alcuni che forse potrebbero non hanno saputo finora vincere la pigrizia; restano i Soci più, giovani e le Signorine le quali, quando si mettessero sul serio saprebbero fare... mirabilia !
Sta di fatto però, che tutti se ne.... infischiano allegramente. È un piccolo scandalo che deve cessare. Ma come s'ha da fare?
Ecco: io X... rompo il ghiaccio e lancio un'idea, perché sia esaminata, discussa e - quel che più importa - messa in pratica.
Senza tentare gli amici al cimento di compilare articoli di cartello - che poi andrebbero a rischio di essere mutilati, per esigenze di spazio - io vorrei che tutti mettessero in carta qualche impressione ricavata e fissata durante le ascensioni o nel corso delle riflessioni che si fanno quando, non potendo salire ai monti, ci si limita a contemplarli, sognando interminabili ed impossibili programmi.
Non fa bisogno che le frasi con le quali si registrano tali impressioni siano eleganti e studiate. Bastano pochi tratti di parole sempre efficaci ed espressive nella loro semplice spontaneità.
Con questo sistema che richiede poco sforzo e poco tempo verrà a stabilirsi fra i Soci una specie di referendum permanente la cui ricchezza - indice della ri-cercatezza e sensibilità dei collaboratori, costituirà sicuramente una messe notevole di spunti per trattare e sviscerare dei buoni argomenti.
Vi piace la proposta? Siamo d'accordo? Avanti dunque, si cominci subito. Il prossimo numero già dovrebbe risentire gli effetti di questa provvida innovazione.
La Redazione ringrazia fin d'ora i più volonterosi collaboratori.
x.

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ATTIVITÀ SVOLTA


   Gita individuale al Rocciamelone - 20-21-22 settembre


Per la consueta ed a tutti ben nota compiacenza del socio signor Lazzero, vero condottiero dei devoti di Maria al suo sacro Monte, venne organizzata una gita individuale per i giorni 20, 21, 22 settembre al Rocciamelone.
La nostra comitiva partì venerdì mattina 20 settembre dalla Stazione di P. N. col treno delle 6,25 diretta a Susa. Ivi arrivati alle 9 1/2 senza indugio si cominciò la salita che passando per le borgate Mompantero e Seghino conduce alla prima meta, il Truc, ove si sostò comodamente albergati nella rustica ma ottima locanda.
Il tempo si faceva minaccioso e una bufera fortissima si scatenava in tutto il vallone di Susa infuriandosi sempre più in direzione del Rocciamelone; ma parve la Vergine Maria piegarsi benigna alle nostre suppliche e, come miracolo, all' ora fissata per la sveglia, un panorama incantevole ci attendeva all'uscire della nostra stanzetta: il plenilunio rischiarava in tutta la sua potenza il vasto orizzonte stellato.
Alle 4 precise incominciammo la salita per Cà d'Asti, salita ottima, non tormentata che da una leggera brezza che manteneva sempre più limpido l'orizzonte, e più tardi rallegrata dallo spettacolo meraviglioso del levar del sole sul fondo della pianura ove le nebbie si accavalcavano come onde marine, mentre verso la linea dei ghiacciai del confine di Francia la luna scendeva adagio, adagio....
A Cà d 'Asti, dopo breve colazione, si proseguì verso la sommità tanto agognata, giungendovi alle 10 precise.
Con l'animo commosso ed esultante, tutti prostrati ai piedi di Maria che pareva accogliere il reverente omaggio con il più dolce sorriso materno, a Lei rinnovammo con la recita della mistica corona le nostre preghiere i nostri voti, i nostri ringraziamenti ! Restati in vetta circa un'ora, alle 11, dopo aver dato un ultimo devoto saluto alla .Bianca Regina ed implorato la materna Sua benedizione, sebbene a malincuore si cominciò la discesa.
Giunti a Cà d'Asti il nostro buon Direttore signor Lazzero, soddisfacendo il desiderio dei gitanti, guidò ottimamente il ritorno per un comodo sentiero che, solo interrotto dai cosi detti Passi della Capra, ci condusse al valico della Croce di Ferro, ove ripidamente scendemmo a Malciaussia, paesetto caratteristico per la sua posizione alpestre, e di li per la ottima mulattiera giungemmo a Margone e poi ad .Usseglio quando il sole era già sceso dall'orizzonte ed un leggiero bagliore lunare rischiarava de cime circostanti.
Riposati la notte in un soffice letto di albergo, ci svegliammo la mattina del 22 in tempo Per recarci ad ascoltare la S. Messa nella chiesa parrocchiale d'Usseglio; all'uscita il cielo si fece assai minaccioso e, più tardi una leggera pioggia venne a molestarci permettendoci solo di visitare le varie frazioni del paese sparse per il lunghissimo piano che ha nome da esso. Nel pomeriggio una corsa in automobile ci portò a Germagnano per raggiungere il treno diretto a Torino. Ed eccoci ritornati in città al consuetò lavoro, racchiudendo nell'animo la celestiale visione della Sovrana delle Alpi.
A te, Madre Maria, ancora il nostro saluto; a te, la figliale nostra invocazione del tuo possente aiuto e della tua benigna protezione su di noi tutti, sul prodi soldati, sulla cara Patria nostra.
O. ROGNONE.

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   Gita sociale


Nei bimestre fu indetta una sola gita sociale, il 29 settembre, al Pian Cervetto (Bussoleno), ma dato il diffondersi della malattia epidemica che tuttora dolorosamente miete giovani esistenze, i partecipanti furono pochi. Tuttavia la gita, diretta dal signor Carnovale, uno dei più giovani ed attivi soci, riuscì benissimo e. fu molto goduta dai partecipanti che ebbero campo a -fare parecchie e ben riuscite fotografie dei. luoghi.
È consolante vedere come, malgrado tante calamità, le iniziative buone resistano, e ci auguriamo che i volenterosi continuino a tenere alto il morale, specie quando si tratta di esplicazioni che non possono che portare del bene sia morale che materiale alla cara gioventù.

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VITA SEZIONALE


   La Commissione gite


fa noto ai soci che per ragioni d'igiene e di prudenza son sospese temporaneamente le gite sociali mensili, fino a tanto che l'epidemia diffusasi in città e nei dintorni non sia completamente scomparsa.
Resta però concessa piena libertà ai soci che lo desiderano di combinare le gite individuali.

Abbiamo letto con piacere sul Giovane Piemonte la relazione dell' operato della nostra Sezione di Pinerolo negli ultimi mesi.
Ringraziamo la Redazione dell'autorevole nostro confratello per la larga ospitalità concessa ai nostri giovani amici pinerolesi che dimostra come i dirigenti l'azione giovanile apprezzino le nostre finalità è plaudiamo all' operosità della Sezione di Pinerolo che si manifesta costante malgrado le gravi difficoltà del momento.

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   In licenza


di convalescenza per febbre malarica abbiamo salutato e riveduto il tenente Natale Reviglio. Nell'augurargliene prossima una seconda in perfetta salute, facciamo voti che per lui e per tutti i soci militari abbia a rivestire il carattere di autentico e meritato congedo.
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   Necrologia


Il 15 settembre un nuovo lutto colpiva uno dei soci dellg nostra Società. La signora Giustina De-Bernocchi-Sorisio, mamma del signor Francesco, dopo una serie non lieve di sofferenze, benché ancora in buona età, abbandonava quaggiù nel pianto la sua famiglia che l'aveva circondata di- tanto affetto.
Al collega signor Francesco ed a tutta la famiglia, giungano gradite ancora da queste colonne le nostre condoglianze.

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   SEZIONE DI PINEROLO - Gite effettuate


Martedì 20 agosto 1918 IV gita sociale. Monte Cristetto (m. 1612) Partecipanti 14.
Venerdì 20 - Sabato 21 settembre 1918 V gita sociale. - Col del Vento (m. 2231). Partecipanti 14.

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   Biblioteca circolante


Continuano a giungerci offerte in favore di questa nostra iniziativa. E numerosi sono cosi i volumi che in questi giorni entrano nella ormai organizzata e ben funzionante nostra Biblioteca circolante.
Visita gradita.
Qualche giorno fa ebbimo l'onore ed il piacere di incontrarci col tenente Natale Reviglio della Sezione di Torino, in compagnia del quale passammo qualche ora della sua breve licenza, parlando delle varie iniziative delle due Sezioni e della vita sociale della G. M.

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   Auguri


I più fervidi auguri di pronta e completa guarigione porgiamo al Consocio ragioniere Gioachino Polliotti, convalescente da lunga malattia, ed all'amico Giuseppe Zasso, pure ammalato.
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   I Soci soldati


Furono tra noi in licenza i Soci: tenente C. A. Trogolo, Don G. B. Canavese, Giovanni Barbieri, Luigi Caffaretto. Gli altri ricordano i Consoci delle due Sezioni nelle loro frequenti corrispondenze.
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   Soci l'iscritti dal 15 luglio al 15 settembre 1918


Sezione di Torino Antonio Costanzo Vittore Costanzo.
Sezione di Pinerolo Ch. Carlo Scalenghe

Sezione di Torino :
Soci al 15 luglio 1918 191
Nuovi Soci al 15 settembre 1918 2
Soci al 15 » 193

Sezione di Pinerolo:
Soci al 15 luglio 1918 50
Nuovi Soci al 15 settembre 1918 1

Soci al 15 » 51

Totale Soci al 15 15 settembre 1918 244

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